Quando da piccina le domandavano cosa farai da grande, lei rispondeva "farò la musica". Impettita poi, alta appena un soldo di cacio, si posizionava al lato del pianoforte mentre suo padre suonava, gorgheggiando con voce squillante ed incantevole. Crescendo imparò a suonare il violino, struggente e sottile suono quasi del tutto uniforme sulle quattro corde, diventava particolarmente potente sotto le sue dita. Si era iscritta ai corsi pre-accademici con ottimi risultati, passò quindi al conservatorio e, superati i 180 crediti formativi, frequentava ora il corso specializzante biennale. Mariell ci metteva anima, anzi lo strumento stesso diveniva spirito e si librava nell'aria. Imparò diverse tecniche negli anni, il bariolage, il pizzicato, staccati rapidi, risposte ad eco, passaggi di corda, utilizzò la “scordatura”, largamente usata da Paganini, che consisteva nell’accordare diversamente le corde del violino, per facilitare passaggi altrimenti ineseguibili e v...