"Quanta fatica dietro un battito d'ali" - pensò Melany guardando il pettirosso sul ramo della Magnolia in giardino. Lo schiudersi del giorno era prossimo e lei stava preparando il caffè. Erano da poco passate le sei di un mattino invernale particolarmente rigido, per strada soltanto lo spargi sale a rompere il silenzio. Melany frequentava l'ultimo anno della scuola circense, all'Ecole de Cirque di Bruxelles, una scuola che le aveva insegnato il pensiero critico, l'autonomia e la responsabilità. La sua passione per l'arte circense l'aveva accompagnata sin da bambina, con caparbietà ed entusiasmo aveva poi abbandonato la sua città natale, Torino per trasferirsi qui, dove iniziare un percorso che potesse rafforzare la fiducia in se stessa e lo sviluppo dell'intera persona nella sua complessità. In Italia esistono solo scuole preparatorie, mentre in Francia, in Belgio o comunque all'estero è possibile trovare università, centri di formazione supe...
Raccatto' i suoi quattro stracci al volo e chiuse la porta dietro di sé, avendo cura di lasciare le chiavi dell'appartamento sul mobiletto dell'entrata, accanto al telefono. "Tra due giorni al massimo faccio portare via tutto il resto" - disse con fare spedito Martina. Una convivenza burrascosa finita. Doveva andare così. Meglio per tutti. La dottoressa Martina Ponzi, psichiatra, era uno di quei medici dediti a curare le anime perse, ma quella del suo ex non l'aveva proprio capita e tanto meno curata. Solo liti furibonde con sprazzi di luce su un cielo eternamente tempestoso, durato 15 mesi. Si trasferì nell'alloggio accanto al suo studio, certo era un appartamento più piccolo rispetto a dove viveva prima, ma almeno era infinitamente più comodo per il lavoro e soprattutto era sola. Collaborava poi, con l'istituto di salute mentale della città che si trovava appena ad un isolato da lì, arrivata a questo punto, poteva farsi una b...
Dritte poetiche o semplice buon senso: questione di stile Andare a capo in poesia. Teniamo presente che la virgola corrisponde a una pausa nella lettura, esattamente come l'andare a capo implica un respiro (una pausa) e che il modo di fare l’a capo, in poesia, è un aspetto importantissimo dello stile. Molti autori ho notato, che vanno a capo dopo aver messo la virgola all'ultima parola, personalmente lo trovo inutile, poiché con la virgola si fa una pausa esattamente come l'andare a capo. È un po' come se scrivessimo due virgole. Dunque quando andare a capo? Una risposta un po' banale è "quando lo senti", perché mentre si scrive è in gioco la sensibilità assai più di qualsiasi tipo di calcolo, ma non basta perché anche questa stessa sensibilità segue delle regole. Per farla breve, finché voglio mantenere la tensione devo mantenere irregolare la forma, e spezzare il verso in modo che lo sia; la regolarità, viceversa, è conclusiva, almeno generalm...
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