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Nell'oblio - inedita (Esperimento poetico)
I giorni dell'abbandono Strappano dalla mente un suono Di melodioso e caldo sassofono. Qualcuno disse: senza radici non si vola Ormai niente più fiori nell'aiuola Nemmeno una nota di allodola tremula Ahi la fragilità delle certezze! Pari a inespugnabili fortezze Di boriose debolezze Il passo del vento Di burrascoso Libeccio sospinto È turbolento e ignaro strumento Poesia dal silenzio Profonda, intontisce come assenzio E resto, alliscio e snebbio nella calma dell'assenza. ~~~ Esperimento poetico - costruire una poesia con titoli di alcuni libri. "I giorni dell'abbandono" - "Senza radici non si vola" - "La fragilità delle certezze" - "Il passo del vento" - "Poesia dal silenzio" Immagine in artedigitale by ©Raffreefly
Short stories La vita oltre - inedito
"Quanta fatica dietro un battito d'ali" - pensò Melany guardando il pettirosso sul ramo della Magnolia in giardino. Lo schiudersi del giorno era prossimo e lei stava preparando il caffè. Erano da poco passate le sei di un mattino invernale particolarmente rigido, per strada soltanto lo spargi sale a rompere il silenzio. Melany frequentava l'ultimo anno della scuola circense, all'Ecole de Cirque di Bruxelles, una scuola che le aveva insegnato il pensiero critico, l'autonomia e la responsabilità. La sua passione per l'arte circense l'aveva accompagnata sin da bambina, con caparbietà ed entusiasmo aveva poi abbandonato la sua città natale, Torino per trasferirsi qui, dove iniziare un percorso che potesse rafforzare la fiducia in se stessa e lo sviluppo dell'intera persona nella sua complessità. In Italia esistono solo scuole preparatorie, mentre in Francia, in Belgio o comunque all'estero è possibile trovare università, centri di formazione supe...
Petit clochard - edita
Occhi grandi e neri di vulcano spento Il tuo corpo Così giovane, f ragile e forte al tempo stesso Il sorriso d i un bianco disarmante. Per un attimo s fioro la tua mano Così piccola che sta nella mia. Vorrei poterti stringere Parlar con te u na lingua che conosci Darti abiti che ti proteggano d al pungente freddo Offrirti il mio calore Il calore di una madre Di un padre Di una famiglia. Sorpresa osservo il tuo gioire p er pochi centesimi E le tue mani che mi sfiorano ancora Come volermi benedire E mi sento inerme. Vorrei donarti una carezza ma già ti allontani In cerca di vita. Immagine in artedigitale by ©Raffreefly
Fotopoesia Invano - inedita
Short stories Sfide epocali, la storia - inedito
Raccatto' i suoi quattro stracci al volo e chiuse la porta dietro di sé, avendo cura di lasciare le chiavi dell'appartamento sul mobiletto dell'entrata, accanto al telefono. "Tra due giorni al massimo faccio portare via tutto il resto" - disse con fare spedito Martina. Una convivenza burrascosa finita. Doveva andare così. Meglio per tutti. La dottoressa Martina Ponzi, psichiatra, era uno di quei medici dediti a curare le anime perse, ma quella del suo ex non l'aveva proprio capita e tanto meno curata. Solo liti furibonde con sprazzi di luce su un cielo eternamente tempestoso, durato 15 mesi. Si trasferì nell'alloggio accanto al suo studio, certo era un appartamento più piccolo rispetto a dove viveva prima, ma almeno era infinitamente più comodo per il lavoro e soprattutto era sola. Collaborava poi, con l'istituto di salute mentale della città che si trovava appena ad un isolato da lì, arrivata a questo punto, poteva farsi una b...
Profumo di zenzero - inedita
Non v'è pace - edita
Non v'è pace Tra intermittenti luci colorate Susseguirsi di gesti D'incompresa abitudine. Non v'è pace Tra rugiadosi fiocchi Dove stupite lacrime Sgorgano dagli occhi. Pace non v'è Mentre la notte insonne scorre Nell'attesa di qualcosa Che non esiste. Natale c'è Solo in giovani innocenti speranze. Fotografia by ©Raffreefly
Riflessioni : Questione di stile
Dritte poetiche o semplice buon senso: questione di stile Andare a capo in poesia. Teniamo presente che la virgola corrisponde a una pausa nella lettura, esattamente come l'andare a capo implica un respiro (una pausa) e che il modo di fare l’a capo, in poesia, è un aspetto importantissimo dello stile. Molti autori ho notato, che vanno a capo dopo aver messo la virgola all'ultima parola, personalmente lo trovo inutile, poiché con la virgola si fa una pausa esattamente come l'andare a capo. È un po' come se scrivessimo due virgole. Dunque quando andare a capo? Una risposta un po' banale è "quando lo senti", perché mentre si scrive è in gioco la sensibilità assai più di qualsiasi tipo di calcolo, ma non basta perché anche questa stessa sensibilità segue delle regole. Per farla breve, finché voglio mantenere la tensione devo mantenere irregolare la forma, e spezzare il verso in modo che lo sia; la regolarità, viceversa, è conclusiva, almeno generalm...

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