I puntini di sospensione sono i più difficili da trattare, non perché essi prevedano più regole rispetto agli altri segni, anzi. Piuttosto si tratta dell’uso che gli italiani fanno di questi tre puntini “salvavita”, un uso sproporzionato all’espressività e diffusamente errato. Prima di tutto bisogna stabilire che i punti sospensivi sono solamente tre, non uno in meno, non uno di più, dunque inutile file ininterrotte di puntini, come se la quantità fosse sinonimo di enfasi. I tre puntini sospensivi presuppongono un’elusione, un non detto. Qualcosa di solo suggerito. E chi scrive lo fa, di solito, per dire qualcosa. Se si abusa di un segno, esso perde la sua forza.Ci vuole coraggio per dire certe cose invece di evocarle, così come ci vuole mezza frazione di secondo in più per recuperare un punto e virgola o i due punti. E siccome in letteratura forma e significati dovrebbero influenzarsi a vicenda e riflettere in qualche modo l’immagine di un’epoca, si potrebbe supporre che l’abbondan...
Prefazione di Raffaella C. B. Amoruso Nella mitologia etrusca, Turan era la dea dell’amore, della fertilità e della vitalità. Il suo nome significa “signora”. Le pagine che seguiranno, sapranno avvolgerci in un caldo e passionale abbraccio poetico. Come spesso accade, ci sono letture che arrivano nel preciso istante in cui ne hai bisogno, come se lo sapessero, se avessero una calamita per anime. È questo il momento giusto per donare e ricevere abbracci. Un gesto antico, una delle manifestazioni umane per eccellenza, è espressione di vita. È il vuoto che si riempie del tutto. Non v’è nulla di meglio, dunque, di un sentito amplesso poetico, dove la seduzione è donna, la passione è femmina. Abbiamo tutti bisogno di impulsi, di sogni e di magia, la necessità vitale di Poesia, che possa risvegliare le emozioni, troppo spesso sopite o distratte, per regalare ancora, nuovi colori e nuova luce, alle cose che ci circondano. "Tra le braccia di Turan"...
Critica del prof. Luciano Domenighini A metà strada fra la silloge poetica e la raccolta di aforismi, immersa nell'atmosfera percettiva del tempo trascorso e perduto e con la vocazione del diario intimo, è quest'opera riepilogativa del bagaglio di memorie del passato in una messa a fuoco del presente che ha l'aspetto della pausa meditativa, della sosta chiarificatrice e, in più punti, il carattere di un'apocalisse privata, del "redde rationem", dell'autocoscienza e del conseguente giudizio annunciato e atteso, predestinato e inevitabile. Questa collana di riflessioni è calata in un clima psicologico sospeso,fermo, sull'ala di una sorta di "cupio dissolvi", percepito e cantato con languore più che con rassegnazione, con dolcezza più che con orrore. Il sereno e appagante autocompiacimento della ricapitolazione in luogo del terrore per una possibile capitolazione. La struttura a prosimetro che contrassegnava le sue precedenti raccolte or...
Critica del prof. Luciano Domenighini Rivendica in qualche modo il potere sconfinato della parola la recente opera poetica di Raffaella Amoruso, Aculei Spilli, il cui titolo, iterando due sostantivi pungenti, vulneranti, bene prelude al suo carattere e ai suoi intenti. La silloge, la cui impaginazione prevede una pagina di pausa e di “rispetto”, senza testo e numerata, prima di ciascuna composizione poetica, accorgimento questo non privo di una sua valenza espressiva, è formata da una cinquantina di liriche monostrofiche senza titolo (in genere dalla terzina alla sestina) composte da versi brevi ( solitamente dal ternario al settenario) che colgono e traducono l’essenza di un momento di vita, una sensazione, una percezione, un moto emotivo, un pensiero, uno stato d’animo, una suggestione, declinandoli, in un’eterogenea varietà stilistica, lungo molteplici registri in una lucida rappresentazione della realtà, umorale e disadorna, sull’ala di un empito sdegnoso e risentito, i...
Commenti
Posta un commento