Critica di Marco Carbone "Per non dimenticare" è un' antologia monografica che raccoglie poesie e racconti brevi di autori vari sul tema dell'olocausto. Questa antologia andrebbe letta con particolare attenzione, poi riletta e commentata in compagnia dei nostri cari. I nostri figli non dovrebbero mai poter dire "non mi tocca", "non so", "io non c'ero"... come nei versi qui raccolti perché ci raccontano i poeti, è nostro dovere ricordare e far ricordare. Questi racconti e poesie toccano profondamente l'essere umano sensibile e lo accompagnano in un crudele viaggio che dentro sudici treni bestiame consegnava uomini, donne e bambini all'inferno, un ade dal nome Auschwitz, Birkenau e Dachau. Come tutti i viaggi anche quel concentrato di brutale orrore ha fine, il 27 gennaio 1945 giorno della liberazione celebrato nelle strofe dell'antologia sia come momento di grande gioia per la libertà ritrovata e possibilità per i poch...
I puntini di sospensione sono i più difficili da trattare, non perché essi prevedano più regole rispetto agli altri segni, anzi. Piuttosto si tratta dell’uso che gli italiani fanno di questi tre puntini “salvavita”, un uso sproporzionato all’espressività e diffusamente errato. Prima di tutto bisogna stabilire che i punti sospensivi sono solamente tre, non uno in meno, non uno di più, dunque inutile file ininterrotte di puntini, come se la quantità fosse sinonimo di enfasi. I tre puntini sospensivi presuppongono un’elusione, un non detto. Qualcosa di solo suggerito. E chi scrive lo fa, di solito, per dire qualcosa. Se si abusa di un segno, esso perde la sua forza.Ci vuole coraggio per dire certe cose invece di evocarle, così come ci vuole mezza frazione di secondo in più per recuperare un punto e virgola o i due punti. E siccome in letteratura forma e significati dovrebbero influenzarsi a vicenda e riflettere in qualche modo l’immagine di un’epoca, si potrebbe supporre che l’abbondan...
Critica del prof. Luciano Domenighini Rivendica in qualche modo il potere sconfinato della parola la recente opera poetica di Raffaella Amoruso, Aculei Spilli, il cui titolo, iterando due sostantivi pungenti, vulneranti, bene prelude al suo carattere e ai suoi intenti. La silloge, la cui impaginazione prevede una pagina di pausa e di “rispetto”, senza testo e numerata, prima di ciascuna composizione poetica, accorgimento questo non privo di una sua valenza espressiva, è formata da una cinquantina di liriche monostrofiche senza titolo (in genere dalla terzina alla sestina) composte da versi brevi ( solitamente dal ternario al settenario) che colgono e traducono l’essenza di un momento di vita, una sensazione, una percezione, un moto emotivo, un pensiero, uno stato d’animo, una suggestione, declinandoli, in un’eterogenea varietà stilistica, lungo molteplici registri in una lucida rappresentazione della realtà, umorale e disadorna, sull’ala di un empito sdegnoso e risentito, i...
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